OLTRE LA CORNICE DI MONET - Edlira Jorgji Doko
- edlira jorgji doko
- 26 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 7 giorni fa
(Un omaggio in versi alla sua sensibilità artistica)
Ero incantata da un dipinto, un dipinto vivente.
Il più bello della natura, di Claude Monet.
Una divinità che camminava, poi un’altra (più piccola),
come se fossimo io e mia madre.
Mancano alcuni ricordi, perché li ha dimenticati?
La prima giovinezza, di tutto il villaggio…Quella melodia antica, la risata entusiasta,
il gorgoglio della sorgente, i passeri e i mulini…
E i fiori colorati, perché li ha messi?
Qualche papavero selvatico, perché non l’ha aggiunto?
Sì, Shushica e Vjosa, le colline circostanti,
oh, una preziosa cornice incompiuta.
E qui, come se soffiasse brezza di primavera, lo stesso cielo,
il sole che brucia ovunque, i raccolti nei campi.
Raramente tra loro appariva un salice,
ora nelle mani della luna, ora tra le braccia della notte.
Che ombra pesante, che dolce canzone…
Quanti ricordi ha risvegliato il vento che va.
Oh, quanto fresco… la mia mente era in fiamme,
l’anima si ribellò, il mio cuore ardeva.
L’anima si ribellò, il mio cuore ardeva,
con la bellezza naturale di Claude Monet.
Una divinità che cammina, più avanti un’altra (più piccola),
come se fossimo io e mia madre.
Mia madre, che fata… una donna di smeraldo,
senza un cappello di tulle cucito da una sarta,
senza un abito fine stretto alla vita,
senza un ombrello bianco di pizzo.
Nel corpo aggraziato, dalle forme meravigliose,
i lunghi capelli sciolti sotto la sciarpa,
un cuore forte a sei costole
divenne un bocciolo e una dea.
Un sogno fragile che crebbe con lei,
quel mattino di rubino non sbiadì negli anni.
Lottò con la vita come un’onda nel mare,
vinse la sofferenza con coppe di luce.
La guardai a lungo, uccello e fiamma.
Crescemmo, e profumava di Claude Monet.
Due gocce di cristallo scesero di desiderio,
perché le mie mani callose la volevano nel ritratto.
Una brezza mi attraversò, una brezza leggera,
con la potenza della natura di Claude Monet.
Se non fosse per me, né per mia madre,
non ci sarebbero uccelli nel bosco, né stelle nel cielo…






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