QUESTA RIVOLUZIONE GLOBALE L’HO FATTA IO -EDLIRA JORGJI DOKO
- edlira jorgji doko
- 1 giorno fa
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Nel crepuscolo d’inganni e maschere oscure,
ove il silenzio diventa catena e fardello,
io mi sono levato, sola voce d’ardore,
a squarciare il velo fitto del mondo spento.
Ho visto schiavi camminare senza catene,
prigionieri d’ombre più nefaste del ferro;
moderni carcerieri vestiti da poteri,
che celano il volto dietro promesse vane.
Dalle rovine di guerre che fan tremare i secoli,
ho mostrato l’eco di una schiavitù collettiva,
dove l’innocenza è merce, il dolore un prezzo,
e l’anima del mondo si vende a chi comanda.
Ho chiamato per nome le mafie scaltre,
che intrecciano radici ovunque respiri,
spandendo veleno nel cuore delle nazioni,
sorridendo al potere, padroni invisibili.
Nel tempio dell’arte, ho smascherato inganni,
dove l’ingegno è merce e il talento una gabbia,
e nei palazzi del falso prestigio umano,
politici mendaci tremano al mio giudizio.
Ho gridato contro guerre, tradimenti e traffici,
contro menzogne che la storia rinfaccia,
contro premi fasulli che l’onore profanano,
contro chi ripete errori come antiche maledizioni.
Ho puntato il dito sull’Occidente ingannatore,
paese di guerra e falsità condivise,
accusando America, Israele, Germania,
Inghilterra, Italia – volti di una stessa ferita.
Ho strappato la maschera a filosofi falsi,
editori ingordi di menzogne e illusioni,
ho demistificato la falsa democrazia,
dove la libertà è solo una parola vuota.
Ho chiamato la massa caso patologico,
fragile, spaesata, ma degna di cura,
accusando con fermezza i grandi di potere,
donne e uomini ciechi davanti all’urgenza.
Bush, Clinton, Obama, parassiti spietati,
maestri nell’arte di soffocare popoli,
mentre io tracciavo la strada della rivolta,
psichica, morale, costruita nel silenzio.
Ho nominato il pericolo nell’ombra ucraina,
ignoranza e vigliaccheria nell’oggi inquieto,
parlando infine, e poi tacendo, ascoltando
come il mondo girasse senza riconoscermi.
Le case editrici rubano la mia voce,
consegnandola a folli, traditori, assassini,
mentre io resto nell’ombra, invisibile faro,
frustrato, unico nella mia profezia eterna.
Se il mio impero fosse accolto dal tempo,
il pensiero muterebbe ogni scuola e storia,
e l’umanità respirerebbe altra luce,
non questa nuova entry di meschinità.
Ho eretto questo canto come rivoluzione,
nel caos di un mondo che non vuole ascoltare,
ma io so, nel silenzio che oppone il potere,
che la vera rivoluzione l’ho fatta… io.






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